Visualizzazione post con etichetta fatto a mano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fatto a mano. Mostra tutti i post

giovedì 11 maggio 2017

Quanto amore in una semplice scatolina!



Preparare i pacchetti con cura è un piccolo rito a cui non rinuncio mai. Mi piace l'idea di riporre tutto l'amore che posso in queste scatoline... spero sempre che se ne avverta il profumo, tra le note di sole dei fiori d'elicriso e la poesia dei fili di lino, quando anche l'ultimo nodo è stato chiuso ❤️

collana in lino arjanas canto di vento

Se vuoi scoprire cosa contiene... clicca qui sotto

martedì 2 maggio 2017

Canto di vento, di lino e di elicriso


L'elicriso è una pianta che mi è molto cara. In tante occasioni ha saputo ispirarmi e donarmi un pizzico della sua magia per superare momenti di tristezza, aiutandomi a trovare la forza per sorridere ancora... La tenacia gli scorre dentro, insieme alla linfa, e gli dona la capacità di crescere nella terra arida, spesso inospitale, più rigoglioso e forte che mai. Per me è un invito a far fiorire i propri doni interiori ad ogni costo e a inondare il mondo del loro profumo inebriante.

Per questo accompagna spesso le mie creazioni, i miei racconti...

L'ho scelto ancora una volta, insieme ai semi del mio amato lino e a un racconto, per realizzare questo piccolo gioiello. Un'ampolla in vetro, goccia di poesia, che stillerà sul tuo cuore per nutrire e far germogliare i suoi sogni... legandoli alla terra con un filo di lino da me coltivato, filato e intrecciato a mano.



Puoi acquistarla nello shop  

martedì 3 novembre 2015

"Ghianda" e "Lichene": doni d'autunno e trame di lana

Un nuovo racconto sta colorando i fili di lana… una parola dopo l'altra, esso accompagna il maturare dei doni d'autunno. Non solo di zucche, castagne e nocciole è fatta questa stagione... i frutti più belli e nutrienti prendono forma nel dormiveglia dell'anima.
In questi giorni di pioggia e sole, mentre la terra ricerca il suo equilibrio e si appresta al riposo, alla discesa in se stessa, i fusi delle Janas sono già in fermento per creare ciò che il domani dovrà essere. Da ombrose grotte, come fonte silente, fluisce l'aureo mistero della Vita. Sarà un filo impeccabile oppure incerto quello a noi riservato?
La storia che ho tessuto lo racconta: narra di un fuso che cela segreti impenetrabili, di esistenze intrecciate come tele di ragno e fili che consegnano eredità inaspettate tra mani ignare di ciò che le attende. Cosa può accadere a chi osa dipanare il filo della Vita?
Solo chi adotterà le creazioni autunnali che accompagnano il racconto potrà conoscere la risposta…
Come sempre, il libro del racconto è stato stampato e rilegato a mano utilizzando un filo di lino.
Sono dodici tessiture di caldi colori e morbide trame naturali, che racchiudono l'essenza degli scenari boschivi autunnali, a me tanto cari. Oggi ti svelo le prime tre.
Come tutte le creazioni ArJànas, sono pezzi unici che non verranno riprodotti.

"Ghianda"

Ho realizzato la sciarpa "Ghianda" in due versioni: per la prima ho scelto un filato in alpaca e lana de "La Fattoria del Gelso"; per la seconda ho utilizzato della pura lana grossa a un capo. Il filato degli orditi è un mix di lana e alpaca in due tonalità differenti di giallo senape.  Entrambe le sciarpe sono impreziosite da un bottone e da una ghianda in terracotta.
Ecco la prima...

Arjanas Sciarpa tessuta al telaio in lana naturaleSciarpa tessuta al telaio in lana naturale


... e la seconda.

Sciarpa tessuta al telaio in lana naturale arjanas

Sciarpa tessuta al telaio in lana naturale arjanas
Per acquistare clicca qui


"Lichene"

"Lichene" è un collo lavorato a maglia e all'uncinetto utilizzando un mix di filati: lana merino per la parte principale e alpaca e lana per il bordo. I bottoni sono stati creati a mano partendo da un ramo di quercia.

Sciarpa tessuta al telaio in lana naturale

Sciarpa tessuta al telaio in lana naturale


Per ricevere informazioni e per acquistare le mie creazioni, clicca QUI.





martedì 13 ottobre 2015

Di "Nuvola" e di un nido dove i ricordi si schiudono


Un colibrì e il suo piccolo nido di lana cardata, semi e fili di seta rubati alla tela di un ragno distratto.
Mi commuove ammirare la cura profusa da questa madre nella creazione di un intreccio tanto delicato. Ricordo che tanti anni fa, quando ancora ero bambina, vidi per la prima volta un passero che raccoglieva dei ciuffi di lana per rendere più calda la culla intrecciata con pazienza per i suoi piccoli.
Quel gesto mi riempì di euforia, mi sembrò di essere stata testimone di una magia. L'uccellino prese la lana dai rami del cespuglio di lentisco e lasciò qualcosa riservato solo a me: un bellissimo ricordo. Quando tesso le copertine per i neonati mi immergo in quel ricordo. Terminata la tessitura, lascio i frammenti di fili di lana avanzati dopo il taglio delle frange vicino agli alberi, così che gli amici uccellini possano portarli nei loro nidi. So che in Sardegna la presenza ovina abbonda e probabilmente non avrebbero bisogno di questi fili, ma sapere che la fibra da me resa filo e poi tessuta insieme ai pensieri di luce rivolti a una vita che nasce, possa essere condivisa con una creatura così piccola ma al tempo stesso potente, mi fa sognare proprio come tanti anni fa, quando la bimba ero io...
Immagino che la mamma, nel nido, riscaldi questi filamenti con il suo corpicino e, insieme alla vita racchiusa nelle uova, riesca come per magia a dar luce ai sogni celati nei fili di lana. Poi penso al bimbo che riposa nella sua culla avvolto dal candido intreccio della copertina e protetto dall'amore dei suoi genitori, e mi chiedo se qualche uccellino starà riposando e sognando sulle stesse trame...
Sono questi episodi di semplice bellezza che danno forma al mio tessere e alla mia vita.

Copertina "Nuvola" tessuta al telaio con lana merinos filata a mano
Se vuoi che tessa queste emozioni in una copertina per un prezioso regalo, CONTATTAMI ^_^

lunedì 15 giugno 2015

"Jana de su Coccu" - Filare il destino, tessere i giorni

Collana in lino Jana de su coccu
In Sardegna, i giorni di transizione che dal Natale conducono nel cuore dell'Inverno, sono quelli designati per la trasmissione degli antichi saperi. Nei dodici giorni in cui il Sole rinasce e la sua luce prende a rischiarare più a lungo le giornate, vengono tramandate oralmente le formule rituali che per millenni hanno accompagnato il nostro vivere, districandosi tra lo scetticismo delle menti moderne e la fede cieca di coloro che, nei tempi antichi, su di esse hanno fatto affidamento nei momenti di necessità.
Proprio in quei giorni ho ideato una Jana davvero speciale: Sa Jana de su Coccu, tessuta con i fili di lino per dar vita alla mia personale interpretazione di uno degli amuleti più conosciuti e diffusi in Sardegna. 
Ho realizzato l'amuleto utilizzando una sfera di ossidiana nera e la filigrana d'argento, proprio come vuole la tradizione. Poiché l'ossidiana è una pietra considerata "guardiana", su Coccu viene donato ai nuovi nati in gesto ben augurale e di protezione. L'amuleto viene appuntato sulla culla e da quel momento in poi accompagnerà il bambino nella sua vita, fino all'età adulta. Pare che, per proteggere chi la indossa dalle influenze negative, la sfera arrivi persino a spezzarsi. 
Collana in lino Jana de su coccuSotto la preziosa sfera d'ossidiana coronata d'argento, danza una piccola Jana tessuta a mano, il cui ruolo e significato sono molto importanti. Le leggende, infatti, narrano che le Janas si accostino alla culla in cui il nuovo nato sta riposando e ne stabiliscano il destino durante le prime tre notti di vita. Allora, con il favore delle tenebre, le Janas decidono se il bimbo sarà "beni fadau"o "mali fadau", fortunato o sventurato; la loro pelle diafana risplende di luce, e sarà proprio la sua intensità a decretare la sorte del nuovo nato.

Qualunque sia il destino assegnatoci dal fato, non dobbiamo mai scordare che non esistono la buona e la cattiva sorte: tutto è relativo. In entrambi i casi, infatti, ciò che potrebbe apparire destino infausto non è altro che una via costellata di prove che daranno forma al nostro vivere. Mentre la tela della vita viene tessuta, siamo noi stessi a completarne il ricamo: quest'ultimo è il riflesso della luce interiore che viene resa fulgida o fievole, non soltanto dalla mano del fato, bensì, soprattutto, dalla nostra. Imparare a filare la buona sorte dalla cattiva: è questa la sfida più grande cui siamo chiamati a prender parte, vivendo.

Insieme alla collana riceverai la sua storia e... una piccola sorpresa, un pensiero da parte mia che spero possa donarti gioia.
Per informazioni, curiosità o per acquistare il gioiello, contattami cliccando QUI!

venerdì 24 aprile 2015

"Storie di bimbe, di fate e di telai" - Piccole gioie tessute a mano


Da oggi la raccolta dei racconti ArJànas "Storie di bimbe, di fate e di telai", sarà accompagnata da un nuovo tesoro: un piccolo telaio in terracotta ingobbiata che porta una tessitura in lino, il tutto realizzato interamente a mano. Quando indosserai la collana e leggerai le storie racchiuse nel libriccino, la tela di lino si colorerà magicamente con le emozioni che vivrai, per dar vita a un ricamo che solo il tuo cuore potrà scorgere. Il disegno, infatti, è un delicato segreto che rimarrà tra voi due. 
Il libro contiene i racconti:

Un intreccio di ricordi;
Cenere e vino;
I fiori del mare;
La via delle rosse foglie;
Altea e l'olivastro;
Risveglio di primavera;
L'abbraccio del mare;
La casa delle trame luminose.


Ed ecco alcune immagini della collana che lo accompagna...

 
    Collana telaio con tessitura in lino fatto a manoCollana telaio con tessitura in lino fatto a mano arjanas

    Collana telaio con tessitura in lino fatto a mano arjanas


Per acquistare questa creazione o per avere informazioni, contattami! :)



lunedì 30 marzo 2015

"La danza delle foglie" - il tocco magico delle Janas

Collana in lino tessuta a mano - foglia di ceramica
Ci sono creazioni che hanno bisogno di rimanere all'ombra della mente per un tempo indefinito, prima di vedere la luce attraverso le mie mani. Un'ombra che le vede nascere, crescere e arricchirsi dei particolari che mi fanno vibrare il cuore... ed è proprio allora che la loro storia fa capolino, quasi fosse collegata alla creazione con un filo invisibile.

Quella che accompagna i delicati ciondoli ArJànas in lino tessuto e terracotta dipinta a mano, è una storia nata pensando al momento in cui l'ultima foglia di un albero decide di danzare nel vento. Leggila con tranquillità, immaginando di essere quella foglia...

"Una tenera fogliolina, rimasta sola sul ramo ormai spoglio, vede tutte le altre foglie lasciarsi andare dolcemente. Queste danno vita a una meravigliosa danza, mosse dal vento e da qualcos'altro, un non so che di conosciuto che la fogliolina, inizialmente, non riesce a scorgere. La danza è gioiosa ed esprime un sentimento liberatorio che anche lei, rimasta ormai sola, vorrebbe vivere. Le piacerebbe lasciarsi andare e volteggiare insieme alle sue sorelle, ma non riesce a farlo, pensa che forse per lei non sia ancora arrivato il momento di danzare.
Poi, dal nulla, ecco che sente risuonare tutt'intorno una risata cristallina che, come una dolce melodia, si insinua nel legno dell'albero madre, la casa sicura che fino a quel momento ha tenuto la piccola fogliolina legata a sé. 
La melodia, trasportata dalla linfa, giunge fino a lei attraversandone ogni fibra come un caldo saluto, nutrendola per l'ultima volta. Ed ecco comparire, da dietro un ramo nodoso e spoglio, una minuscola creatura dalle sembianze femminili. Saltella allegramente nella direzione della fogliolina, danzando e ridendo sonoramente. La sua risata è una melodia, ed è al contempo il suono dei venti, delle acque che scorrono lente o furiose; è la pioggia che bagna l'erba e disseta la terra; è il primo verso di un cucciolo che chiama sua madre; è il canto di tutto ciò che vive... e molto altro ancora, perché questa misteriosa risata appartiene a una Jana.
Collana in lino tessuta a mano - foglia di ceramica
E così, grazie alla risata, la fogliolina capisce che è giunto il momento di affidarsi allo scorrere del Tempo. Si lascia andare, fluendo nella danza della Vita, una danza che in realtà non aveva mai abbandonato."

Forse ti sarà capitato, passeggiando in un bosco o in un luogo abitato dagli alberi, di scorgere una particolare foglia tra tutte quelle che ricoprono il terreno, e di sentirti irresistibilmente attratta da lei. A me succede spesso, perciò, quando mi capita di provare questa sensazione, raccolgo la foglia e la custodisco gelosamente, come se fosse un dono prezioso. Queste foglie un po' speciali le ripongo tra le pagine dei miei libri preferiti o dentro uno scrigno, che contiene dei piccoli tesori naturali: sassolini, ghiande, piume, conchiglie...
Fin da bambina ho sempre creduto che questi tesori ci chiamino perché sono stati sfiorati da una fata, ed è per questo motivo che vengono notati tra tutti.
Ho pensato che mi sarebbe piaciuto portare una foglia fatata sul cuore, ma essendo molto delicata si sarebbe sgretolata dopo poco tempo. Così l'ho immaginata in terracotta, un materiale che viene dalla terra e che adoro, accompagnata da una piccola amica: la Jana, la fata che, gioiosamente, invita la fogliolina a danzare insieme a lei, ricreata tessendo i fili di lino per dar vita a "La danza delle foglie". E ora, proprio come accade nella storia, la foglia e la Jana danzeranno sul mio cuore e sul tuo per sempre, insieme. 

Collana in lino tessuta a mano - foglia di ceramica

Collana in lino tessuta a mano - foglia di ceramicaCollana in lino tessuta a mano - foglia di ceramica

Collana in lino tessuta a mano - foglia di ceramica


Spero che questa creazione ti piaccia :)
Per ricevere informazioni o per acquistarne una, contattami pure!

martedì 17 marzo 2015

"Bottondoro": un luminoso fiore, tra fili d'erba e d'incanto

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca
Che colore ha l'emozione vissuta in un luogo d'incanto? Può avere il colore dei fiori in rinascita, del sorriso che ti illumina il cuore quando scorgi la loro magia che si sta compiendo proprio davanti ai tuoi occhi. Ed è il ricordo di quello speciale scintillio che avverto, nell'istante in cui la mia mente incontra la giusta combinazione tra colori e sensazioni. Con "Bottondoro" è stato così...
Te la presento: è la nuova sciarpa ispirata al racconto Risveglio di Primavera, sbocciata nel verde della Radura Incantata, tra i fiori variopinti che fanno capolino tra i fili d'erba, in quel posticino racchiuso nel profondo dell'anima, dove tutto è avvolto dalla luce.
Ho tessuto "Bottondoro" tenendo stretti tra le dita questi pensieri, queste calde e dolci sensazioni...
Per lei, nella trama, ho utilizzato uno dei miei amati filati de La Fattoria del Gelso, in alpaca e lana (70%-30%); per realizzare l'ordito ho scelto un mix di pura alpaca e ancora alpaca e lana (35%- 65%). Il bordo in pura alpaca realizzato all'uncinetto le dona quel tocco di colore in più, per farti sentire proprio come un grazioso fiore nascosto tra l'erba fresca... Infine, il bel bottone in terracotta, realizzato appositamente a mano per impreziosire questa creazione, chiude la sciarpa con una danza di piccole Janas...
Ecco qualche altra splendida immagine di "Bottondoro" scattata da Roberto Rossi.


Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca

Come sempre, ti invito a scrivermi per avere ulteriori informazioni o per acquistare questa creazione... :)

lunedì 17 novembre 2014

"Olive": tessere il sapore dei ricordi

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca
Vi presento "Olive", la nuova sciarpa tessuta a mano firmata ArJànas!
La trama è stata realizzata con uno dei meravigliosi filati di alpaca e lana de "La fattoria del gelso" di Elisabetta Bernuzzi, mentre l'ordito color grigio tortora è in mohair. Si chiude con un bottone fatto a mano con il legno di limone recuperato dalla potatura della pianta. Guarda bene, all'estremità di uno dei lacci c'è una piccola Jana che danza gioiosamente!
Quando ho visto quella bellissima lana verde non ho saputo resistere e l'ho acquistata senza sapere esattamente come l'avrei utilizzata. Poi un giorno, mentre lavavo le olive da confettare, ho avuto l'illuminazione: l'avrei usata per tessere una sciarpa dedicata a questo buon frutto! Preparare le olive confettate è una delle tradizioni stagionali che porto avanti da qualche anno, seguendo la ricetta suggeritami da una preziosa "tzia", sempre ricca di consigli. Ora c'è un tessuto intriso della tenerezza che appartiene al ricordo legato a questi gesti...
Oltretutto l'ulivo è una pianta considerata sacra fin dall'antichità. Pensate che un tempo erano previste pene esemplari (l'esilio o in taluni casi la morte) per chi avesse osato tagliare l'albero. Che differenza in confronto a quanto avviene oggi!

La sciarpa è accompagnata dal racconto "La finestra sull'autunno", stampato su carta riciclata e rilegato a mano con i fili di lino.
Per informazioni o per acquistare la sciarpa, contattami!


Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca

                                      Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca




giovedì 30 ottobre 2014

"Cadon le foglie": giochi di trame d'autunno

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpacaEcco un'altra sciarpa che ho tessuto scegliendo alcuni tra i colori autunnali per eccellenza. È autunno, "Cadon le foglie"... e così, volteggiando, una di loro è andata a posarsi sulle trame arancio zucca. L'ho ricamata tra i verdi giochi di trama, perché potesse adagiarsi sul tuo cuore. Riesci a sentirne il fruscio? Un'altra foglia, portata dal vento, ha incontrato una piccola Jana e ha preso a danzare insieme a lei, rimanendo sospesa nell'aria per l'eternità, come in un incantesimo.
La sciarpa è stata tessuta unendo un filato caldo e spesso (un mix di alpaca e lana vergine) per la trama color arancio, e del mohair morbidissimo per l'ordito marrone. Ho inserito alcune trame di lana verde per divertirmi a giocare con i colori... :)
Il bel bottone fatto a mano è stato creato utilizzando un pezzetto del ramo dell'albero di limone che vive in giardino. Mi piace pensare che i suoi rami, dopo la potatura, possano trasformarsi in qualcosa destinato a durare a lungo... 
Ed è così che è nata "Cadon le foglie", una delle creazioni ArJànas tessute a mano insieme al racconto "La finestra sull'autunno", che puoi leggere QUI.

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca
 
Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca



martedì 21 ottobre 2014

"Una donna, una nave e il mare": soffici trame d'azzurro tessute

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca
Il morbidissimo filato in alpaca/lana de "La fattoria del gelso", fa da trama alla nuova sciarpa ArJànas dedicata all'Acqua. L'azzurro tenue del filato, intrecciandosi all'ordito in mohair, crea delle meravigliose sfumature che ricordano l'acqua, la schiuma delle onde, i riflessi di un incontaminato fondale marino che si estende davanti ai tuoi occhi. Il bottone è un pezzetto di legno levigato dal mare, raccolto tanto tempo fa, e chiude la sciarpa grazie ai lacci di lana, sui quali vi sono una piccola Jana e una conchiglia...


Le sciarpe ispirate all'Acqua saranno accompagnate dal racconto "Una donna, una nave e il mare", rilegato a mano in un piccolo libro, utilizzando i fili di lino...

Per ricevere ulteriori informazioni o per acquistare la sciarpa, contattami! :) 



- Una donna, una nave e il mare - 

"Quando giunse al porto insieme a suo figlio e dovettero imbarcarsi, attraversare indenne la passerella metallica della nave fu liberatorio, per Caterina. Temeva che questa potesse ritirarsi all’improvviso per impedirle di andar via.
– Non farmi scherzi, rimani lì dove sei – pensò.
La passerella obbedì docilmente, non potendo fare altrimenti. Rimase ferma, immobile per lasciar passare Caterina e il prezioso carico che si portava dentro. Un misto di delusione, dolore e voglia di rinascere altrove.
– Poco fa pensavo che non saremmo riusciti a imbarcarci – disse a suo figlio dopo qualche tempo. Erano saliti sul ponte e osservavano le manovre della nave che si apprestava a salpare. Da quella prospettiva sembrava che in realtà fosse la terra a muoversi e ruotare lentamente, per prendere il largo e allontanarsi da loro.
– Perché non avremmo dovuto riuscirci? – chiese Riccardo.
– Non so. Forse mi aspettavo di venire punita per via di questa fuga improvvisa.
Caterina strapazzava nervosamente i bottoni della sua camicetta un po’ troppo leggera, seguendo con lo sguardo le automobili che transitavano sulla strada che si allungava di fronte al porto. Chissà quanti, tra conducenti e passeggeri, avrebbero voluto lasciare ogni cosa e partire, come stava facendo lei.
– Perché mai qualcuno dovrebbe punirti? – fece Riccardo, in un misto di incredulità e divertimento – Certo che a volte ti vengono in testa delle idee davvero strane. E poi non stai mica fuggendo. Non per sempre, almeno. Prima o poi dovrai tornare, no?
– No. Non tornerò.
– Non tornerai – ripeté Riccardo. Voleva essere sicuro di aver afferrato il concetto. Anche se, quando si trattava di sua madre, sapeva che il concetto poteva assumere connotati assai incostanti.
– E che ne sarà di ciò che hai lasciato qui? La casa, il lavoro – era seriamente preoccupato.
– Come vivrai? – aggiunse, cercando gli occhi di sua madre .
Caterina continuava a spingersi, con lo sguardo, verso la terraferma. Come per sfidare, beffeggiare, la forza che sentiva volesse trattenerla. La nave aveva cominciato a prendere il largo e lei capì di aver avuto la meglio. È vero, c’era sempre la possibilità che affondasse, ma non le importava.
- Mi sono imbarcata sulla nave e sono partita, questa è la cosa fondamentale. Se dovessi morire annegata non sarebbe una sconfitta, per me. Morire in mare, un territorio neutro dove le regole della terra non contano, è di per sé una vittoria. Per questo devo attraversarlo. Per poter andare avanti, per provare a ricostruire la mia vita. Se fossi rimasta sull’isola, per quanto lontano mi fossi spinta, non avrei avvertito il distacco. Lo strappo dato dal mare è quello che mi serve – annuì tra sé, per incidere ancor più fermamente quel pensiero nella sua volontà.
Caterina sapeva che quella forza sconosciuta sarebbe rimasta sulle sue tracce per chissà quanto tempo. L’avrebbe cercata, senza alcuna fretta, e le avrebbe riconsegnato la sua vecchia vita come si fa con un oggetto smarrito e dimenticato. Magari proprio quando pensava di essere riuscita a seminarla definitivamente, l’avrebbe ritrovata. “Dove credevi di andare?” Le sembrava di sentirne la voce. Partire era l’unico modo per sbarazzarsene. “Che segua pure il ricordo di ciò che di me è rimasto a terra, girando a vuoto per l’eternità come un maledetto segugio”.
– Come vivrò non è un problema che deve riguardarti – disse Caterina dopo parecchi minuti lasciati scorrere in un silenzio saturo di attesa e di salsedine, che aleggiavano ovunque, impregnando ogni cosa.
Qualsiasi discorso tenuto in quel momento sarebbe rimasto intatto, protetto dall’azione del sale. O chissà, forse in questo caso ne sarebbe stato corroso, per via della delicatissima natura. Ogni frase da pronunciare andava valutata attentamente, per non rischiare di distruggerne il vero intento o, al contrario, di fare in modo che si concretizzasse.
Caterina scelse di non dire nulla, per il momento. Avrebbe portato in salvo i suoi piani, lasciando che vedessero la luce per la prima volta solo dopo essere sbarcata in Grecia. Lì avrebbe trovato un luogo sicuro, e aprendo con delicatezza il barattolo che li conteneva, avrebbe regalato loro la libertà.
Riccardo continuava a fissarla, in attesa di una risposta. Dopo parecchio tempo, stanco di quel silenzio ostinato, afferrò la spalla di sua madre, dandole un forte scossone. Voleva richiamare la sua mente alla realtà di cui lui faceva parte.
Caterina, per niente turbata, si voltò lentamente posando lo sguardo dapprima sul suo braccio, che ancora conservava il tremito della scossa ricevuta, poi sul viso di suo figlio. Rimase ancora in silenzio.
– Credi di poter fuggire dalla realtà. Beh, non puoi farlo. Scappare non ti servirà a nulla – affermò Riccardo, in tono secco. Stava per aggiungere qualcos’altro ma, frastornato dall’impulso che pareva essersi impadronito delle sue labbra, si fermò.
– Sono stato davvero io a parlare? – pensò. Si pentì subito di aver usato un tono così crudele nei confronti di sua madre, dopo tutta la sofferenza che aveva dovuto subire e dalla quale stava cercando una via d’uscita.
– Scusami, non volevo, – si affrettò a dire – ma sono preoccupato per te e non vorrei che la situazione andasse peggiorando, invece di migliorare. Mi rimangerei quelle parole, se fosse possibile.
Si curvò su se stesso, reggendo la testa tra le mani. La sentiva incredibilmente inconsistente. Dopo poco tempo, Caterina si accorse che la schiena di suo figlio, incurvata, aveva preso a sobbalzare e vi posò la mano, perché si stabilizzasse.
– Non importa – disse. – Tu non devi preoccuparti, di niente. Qualunque cosa accada.
Riccardo sollevò il viso rigato di lacrime. Cercò qualcosa negli occhi di sua madre, un indizio, un suggerimento che gli permettesse di comprendere appieno il significato delle sue parole e della sua scelta. Ma non riuscì a scorgere nulla. D’un tratto, infatti, gli occhi di Caterina si chiusero in fessure inespugnabili, quasi avessero catturato un elemento che vi si era soffermato per un tempo eccessivamente lungo, e non volessero lasciarlo andare.
– Un giorno capirai, – disse Caterina – ma ora non è il momento giusto.
Riccardo, ancora più confuso, non obiettò. Si limitò ad annuire accettando la volontà superiore celata in quelle parole. Caterina sorrise serafica e dopo qualche istante aggiunse, con calma:
– Senti? – e così dicendo sollevò la mano che poco prima aveva posato sulla schiena del figlio, indicando il cielo. Lo sguardo vagava senza una meta oltre la superficie azzurra del mare.
Si udirono le voci di numerosi gabbiani che arrivavano da lontano, in volo. Molte di esse erano andate disperse nel percorrere le distanze che separavano le terre. Erano cadute improvvisamente, come gocce di pioggia sul mare. Lui le aveva reclamate, chiamate a sé per nutrirsi di loro.
Caterina le udì mentre andavano a fondo e venivano inghiottite in quel tutto: là si fusero in numerosi fili afferrati repentinamente da misteriose mani femminili che, in un sol gesto, ne fecero trama della vita di là da venire. Ma questo Caterina non poteva saperlo, perciò in cuor suo si rivolse alle acque scure del mare aperto.
– Prendi anche le sue parole, ti prego. Tu sei l’unico che può tramutarle in qualcosa di buono. Così come sono non possono esistere. Lo sai, vero?
Si alzò dalla panchina per allontanarsi da suo figlio, che provò a richiamarla a sé ancora una volta.
– Mamma! Stai bene?
Caterina rispose con un sorriso serafico, intonando un motivo allegro improvvisato sul momento, le labbra serrate.
Poi non disse più nulla, o almeno, niente che Riccardo potesse udire.
Per tutta la durata del viaggio, infatti, parlò solo con il mare, che a sua volta non disse niente che Caterina potesse comprendere. Ciononostante lei fece tesoro di ogni frammento del loro incessante dialogo.
– Prima o poi capirò – si disse, e lo disse anche al mare.
La nave procedeva sulla sua rotta, scivolando senza intoppi sulle parole di Caterina e di Riccardo, sui loro pensieri e sui loro intenti. Il mare non si curò di tutto ciò. Li lasciò passare sapendo che, in un modo o nell’altro, li avrebbe incontrati ancora."


Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca

Sciarpa ArJanas tessuta a mano al telaio in lana e alpaca


mercoledì 8 ottobre 2014

"La Luce al di là del Bosco" - una luminosa voce chiama il tuo nome...

Ecco una nuova sciarpa tessuta a mano! La trama è in lana merino marrone scuro effetto tweed, l'ordito in mohair senape e ruggine. Morbida e calda, è resa ancor più bella dai bottoni in legno e pasta polimerica cuciti insieme, di mia creazione, che chiudono la sciarpa sul petto... :)
Per tesserla mi sono ispirata ad uno scritto di qualche tempo fa, intitolato "La Luce al di là del Bosco"
Per avere informazioni e acquistare la sciarpa insieme allo scritto rilegato a mano, contattami! Creerò un'inserzione apposta per te nel mio negozio Etsy ArJànas... 

- La Luce al di là del Bosco - 

"Dedicato a coloro che amano vagare tra gli alberi cercando la Luce nel folto del Bosco, quella Luce che riscalda nella speranza di poterla vedere per un solo istante. Un piccolo bagliore, una scintilla, un turbinio di emozioni che si accendono nella parte più recondita dell’essere, alla quale la mente non arriva a tendere la mano per spegnere le braci che sibilano ridenti. Gioca, si allontana, fugge quella Luce. Come la maniglia che non riesci ad afferrare, la spalla tanto familiare di una persona che ti precede e che vorresti toccare per scoprire chi è realmente, ma che continua a camminare incurante, in un sogno.
Dedicato a chi si chiede cosa sia quella sensazione di vaga nostalgia e amore per qualcosa a cui non riesce a dar forma, perché non deve averla, che non riesce a descrivere con le parole ma che vive di vita propria e ogni tanto, se lo ritiene opportuno, si lascia intravedere. Un sogno, un segno, un sentore interpretati e sentiti propri oltre ogni schema suggeriscono la sua presenza e la sua voglia di illuminare la via. Non è così per tutti, ma lo è per qualcuno che ancora vuole camminare nel Bosco per osservare i particolari che la propria Natura segreta ha deciso sia opportuno vedere, poiché sono proprio quelli che da Lei vengono messi in Luce.
Così ciascun viandante vede nel Bosco il riflesso del suo mondo interiore, e se sarà il desiderio della Bellezza a regnare, questa guiderà oltre ogni roveto, oltre ogni palude, sazierà lupi famelici, ammonirà cacciatori, placherà streghe malvagie trasformandone l’essenza, mostrando l’universo celato oltre l’immagine che gli occhi vedono.
“Spesso le cose sono esattamente ciò che appaiono”, mi dico.
“Sei sicura di averle osservate bene?” risponde una voce di fata, da oltre le file degli alberi visibili. Già conoscevo la risposta, e le carte si rimescolano per spingermi ad andare oltre, a camminare, camminare, camminare. Ricercare e osservare, assaporare e lasciar andare. Donare, tenere e rilasciare in un unisono di intenti.
Oh, un crocicchio. Vai, prosegui, lancia il bastone per scegliere il sentiero giusto oppure dà retta agli occhi chiusi e agli odori nell’aria che solleticano i sensi, ma segui la tua strada che porterà dove non ti so dire.
È sempre troppo presto per fermarsi a lungo, in questo soffio di vita che scorre."



   


martedì 23 settembre 2014

"Jana della Luna": Tessere di luna e di donne

Ogni creazione ha la sua storia e il suo momento per "prendere vita" dalle mie mani.
Dedicare i miei pensieri alla luna, fonte incorruttibile di ispirazione e gioia, è per me un gesto di rigenerazione, a prescindere dal volto che questa sta svelando o celando in quel dato momento.
La finestra aperta è sempre pronta ad accogliere i suoi raggi che, come dita impalpabili e materne, si posano sui fili di lino e sulle mie mani, guidandole durante la tessitura, imprimendovi idissolubili scie d'argento...
Tessere con la luna è attingere serenità dal luminoso pozzo del cielo e, con amore e fiducia, lasciarsi guidare. 

Ieri notte ho tessuto un nuovo gioiello ArJànas "Jana della Luna" e la tessitura ha dato origine a questi versi, probabilmente non perfetti, ma che rappresentano per me uno degli aspetti del legame indissolubile tra l'animo femminile e la luna.
Accompagnano il gioiello della foto qui a lato, spero tu possa trovarti in sintonia con essi...




- La Prima Donna -


© Terri Foss
La Prima Donna dimora sulla luna, 
Fin da quando la terra era bambina.
Nelle silenziose
notti del tempo passato,
Una donna ne udì il soave canto.
Volse lo sguardo all'infinito candore
E scorse la Prima Donna che
In gioiosa solitudine 
Le tendeva la mano,
Cantava, rideva.
Dalle sue dita un filo sgorgò, 
raggio di luna, grazia del cuore.
La donna balzò
In punta di piedi,
Protese le mani.
Volle abbracciare la luna
Afferrare il filo,
Sconfiggere l'altezza
Annullare il distacco.
Così, un'altra donna arrivò
e un'altra ancora.
Unirono le mani,
Filarono gli intenti
Tessendo l'ardore, 
Rammendarono il dolore
E un immenso manto si librò nel cielo.
Quando le donne anelarono alla luna,
la raggiunsero.
Insieme.

mercoledì 10 settembre 2014

"Jana della Luna": raggi di luna e danze di fate

La "Jana della Luna", tessuta a mano con fili di lino naturale ha un cristallo di pietra di luna cucito sul suo pancino... scrutando nel candore del cristallo è possibile scorgere delle opalescenze azzurre: questi lievi bagliori ricordano le acque dei laghetti sacri alle Janas. Nei racconti la loro pelle viene dipinta di un bianco tanto puro da riflettere i raggi lunari e perciò, nelle notti di luna piena, è forse ancora possibile vederle danzare sui pianori, luminose e pure.

Il bracciale è un gioiello "Ammentos" (Ricordi), realizzato con i fili di lino e un'Adularia, pietra
 collegata alla simbologia lunare. Qui puoi trovare la loro storia.

Ho creato il bracciale e la collana durante il plenilunio di Settembre, per celebrare la luna del Raccolto. Sotto i raggi di luna, insieme alle Janas, ho danzato tra bianchi cristalli e fili di lino...


La collana è un PEZZO UNICO. Probabilmente in futuro creerò altri gioielli dedicati alla luna, ma ciascuno di essi sarà diverso.